Solennità della Conversione di S. Paolo – Festa patronale 2026
Domenica 25 gennaio ricorre la festa liturgica della Conversione di San Paolo. Momento centrale e solenne del ricordo del patrono sarà la Celebrazione delle ore 10.30 in cui la comunità invita i rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni del nostro territorio, le religiose e i sacerdoti nativi o che hanno prestato servizio nella nostra comunità.
La festa del Patrono, più che ogni altra festività, vuole mettere al centro della nostra attenzione la Comunità. Essa – pur non essendo mai perfetta – è un grande dono che il Signore ci fa. Diventa, infatti, grembo che ci genera alla fede, sostegno nel cammino e dentro le fatiche, luogo in cui sperimentare una fraternità concreta, anch’essa mai perfetta, eppure profondamente vera.
Ecco perché in quella celebrazione chiederemo al Signore, per intercessione di San Paolo, di continuare a benedire la nostra comunità e a donarle quella gioia che il Vescovo, nella sua lettera pastorale, ci ha chiesto di mettere al centro di ogni attività ed iniziativa.
Sarà anche l’occasione per ringraziare tutti coloro che, in un modo o nell’altro, si impegnano per il nostro paese, sia nell’ambito religioso che in quello sociale e civile. È importante non dare mai per scontato le tante ricchezze e le generosità, in termini di tempo, passione ed energie, che la nostra comunità riesce ad offrire ed inventare.
Affideremo al Signore le famiglie, i ragazzi gli adolescenti e i giovani, gli anziani e chi sta vivendo momenti di difficoltà e fatica.
Al termine della S. Messa sarà preparato un aperitivo che diventerà l’occasione per rinnovarci reciprocamente gli auguri per l’anno da poco iniziato. Seguirà poi il pranzo in Oratorio. Anche questi momenti più conviviali, e non solo quelli liturgici, sono segno di una comunità che trova piacere nello stare insieme e nell’alimentare e approfondire relazioni ed amicizia. Un invito particolare, perciò, ad essere presenti anche a questi momenti (impegni di ognuno e di famiglia permettendo).
don Enrico, don Andrea, don Simone, diacono Mario
e la comunità parrocchiale
