“Allo stupore per l’annuncio di gioia, subito smorzato dal buio, allo stupore per quel volo d’angeli, subito dileguatosi con il venir meno del canto, si aggiunse presto per i pastori, un altro stupore: un Salvatore per loro, ma un salvatore adagiato nelle loro cose, quasi rivalutasse le loro cose. Giungono sul luogo e che cosa vedono se non le cose di sempre? Un bambino nato come i loro bambini. E dove nascevano mai i loro bambini? Dove mai potevano deporli quando una delle loro donne li metteva alla luce, se non in una delle loro grotte, se non in una delle loro mangiatoie?
Un salvatore uguale a un loro bambino. Un Dio, diverso da quello che veniva predicato, un Dio non fuori, ma dentro la fragilità, dentro la debolezza degli umani.”
