{"id":6943,"date":"2019-09-16T09:16:46","date_gmt":"2019-09-16T07:16:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parrocchia-azzanosanpaolo.it\/?p=6943"},"modified":"2019-11-29T22:50:21","modified_gmt":"2019-11-29T21:50:21","slug":"lettera-di-inizio-dellanno-pastorale-2019-20-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.parrocchia-azzanosanpaolo.it\/?p=6943","title":{"rendered":"Lettera di inizio dell&#8217;anno pastorale 2019-20"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right;\"><strong><em>l\u2019occasione di un anniversario <\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong><em>per riprendere il cammino della comunit\u00e0 parrocchiale <\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>&#8211; anno 2019\/2020 &#8211; <\/em>&nbsp;<\/p>\n<p>Se guardi il calendario delle attivit\u00e0 di una parrocchia la sensazione \u00e8 che si ripeta tutto in modo pressoch\u00e9 identico. Il ritmo dell\u2019anno liturgico con l\u2019Avvento e poi il Natale, la Quaresima e la Pasqua con il tempo successivo dedicato alla celebrazione dei sacramenti. In mezzo le stesse cose: la celebrazione delle messe, il catechismo, le riunioni dei gruppi. Anche la vita oratoriana non sfugge una sorta di ripetitivit\u00e0 che non \u00e8 noiosa solo perch\u00e9 l\u00ec i ragazzi non sono sempre gli stessi. Crescendo lasciano spazio a chi arriva dietro di loro: elementari, medie e poi \u2026 finalmente animatori del Cre e gruppo giovani e \u2026 la bellezza e la fatica di diventare adulti.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>In parte \u00e8 vero. Il ritmo della vita di una comunit\u00e0 cristiana si appoggia molto sul ripetere quelle esperienza che ne fanno l\u2019ossatura. Ma, viste da dentro, viste da vicino, ti accorgi che niente \u00e8 mai uguale. Sta continuamente cambiando lo stile con cui viviamo le celebrazioni, sia quelle ordinarie (la messa della domenica e dei giorni feriali), sia quelle del tutto particolari come i funerali e i matrimoni, le prime comunioni e le cresime.<\/p>\n<p>La catechesi, cambiando i protagonisti (famiglie, ragazzi e catechisti), \u00e8 ogni anno da reinventare e sempre pi\u00f9 si rende evidente che le si sta chiedendo troppo e da sola non ce la fa a introdurre alla vita da cristiani. Il ritmo dell\u2019abitudine che fa pensare alla celebrazione della prima comunione e della cresima legata ad una et\u00e0 stabilita rischia di essere pi\u00f9 una fregatura che un\u2019opportunit\u00e0 educativa. E ci\u00f2 non fa bene a nessuno. N\u00e9 ai ragazzi n\u00e9 alla comunit\u00e0 che dovrebbe accogliere e accompagnare nuovi cristiani.<\/p>\n<p>Cambia il modo di vivere il Cre, di stare da anziani dentro la comunit\u00e0. Cambia il modo di offrire la disponibilit\u00e0 da parte dei volontari, cambia il modo con cui si possono porre dei segni di carit\u00e0 nella speranza che non si confondano con offerte di servizi ed elemosine. Cambia il modo di parlare, di stare da cristiani dentro la storia, di guardare all&#8217;avventura di essere giovani. Cambia il modo con cui guardiamo il limite e la morte.<\/p>\n<p>La lista dei cambiamenti potrebbe proseguire all&#8217;infinito. Col rischio per\u00f2 di perdere il filo e di perdere la consapevolezza che in tutto questo turbinio qualcosa resta fermo e capace di indicare una direzione. \u00c8 la voce del Signore che convoca i suoi attorno a s\u00e9 e li invia come suoi testimoni. Tutti gli anni allora il tentativo di una comunit\u00e0 \u00e8 di rimettersi da capo in ascolto di questa voce che, accompagnati dal Risorto, incontriamo nella Scritture e nelle nostre storie.<\/p>\n<p><strong>Da dove partiamo? <\/strong><\/p>\n<p>A rendere particolare quest\u2019anno per la nostra comunit\u00e0 azzanese c\u2019\u00e8 un anniversario: la nostra chiesa parrocchiale compie 50 anni. Il 27 maggio 1970 veniva consacrata dal vescovo di Bergamo mons. Clemente Gaddi la nuova chiesa che, su disegno dell\u2019architetto Aldo Piantanida, \u00e8 stata costruita sul terreno donato, con voto unanime, dall&#8217;Amministrazione Comunale.<\/p>\n<p>Ancora, dopo cinquant&#8217;anni, diversi di noi dicono che \u201cnon \u00e8 bella\u201d, che \u201cha poco della chiesa\u201d, \u2026 Certo alcune lacune non possono essere nascoste, prima fra tutte la scarsissima qualit\u00e0 acustica, la sua illuminazione \u00e8 un po\u2019 \u201cda stadio\u201d, \u00e8 calda d\u2019estate e fredda d\u2019inverno, \u2026 ma se con un po\u2019 di pazienza ci mettessimo in ascolto scopriremmo che, con la sua essenzialit\u00e0 e umilt\u00e0, \u00e8 capace di consegnarci qualcosa di importante. Proprio come le case nelle quali siamo nati e cresciuti (anch&#8217;esse non sempre rispondenti alle nostre fantasie circa la casa ideale) sanno dire qualcosa di noi, ci restituiscono alcuni tratti di quelle origini che meritano di essere onorate, cos\u00ec sarebbe bello in quest\u2019anno particolare provare ad ascoltare qualcuna tra le parole che da cinquant&#8217;anni la nostra chiesa sta provando a suggerire agli azzanesi.<\/p>\n<p><strong>&nbsp;<\/strong><strong>\u201cc\u2019\u00e8 posto per tutti\u201d <\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 la prima sensazione che si ha entrando nella nostra chiesa. La sua ampiezza racconta di uno spazio che smarca da tutte le tentazioni di pensarla come un luogo per pochi eletti o per pochi giusti. \u00c8 stata costruita da una comunit\u00e0 che riteneva importante rendere la sua chiesa capace di ospitare i cambiamenti di un paese vivo che si stava allargando. Le sue porte sempre aperte raccontano di una soglia bassa: non servono credenziali particolari per poterci entrare.<\/p>\n<p>Certo ci\u00f2 non significa che voglia consegnarsi come uno spazio neutro, dove possa capitare tutto e il contrario di tutto. Non \u00e8 la galleria dell&#8217;Oriocenter o una piazza del paese. Ci accoglie uno spazio organizzato, illuminato da una luce che cade dall&#8217;alto. Quando entri in chiesa non sei investito da una luce da vetrina che toglie ogni mistero. Non sei neppure messo sotto i riflettori di un palcoscenico o \u2026 di un tavolo operatorio. Quando entri in chiesa ti abbraccia una penombra che renda possibile sentirti a tuo agio, che ti permetta di fermarti a riprendere fiato e a respirare il mistero del quale \u00e8 abbracciata la nostra vita. E quando gli occhi si alzano, sopraelevato di qualche gradino, si fa notare l\u2019altare. \u00c8 lui a connotare questa sala. La tovaglia stesa racconta del desiderio che qui si possa raccogliere una famiglia in festa nella condivisione di Pane e Parole.<\/p>\n<p><em>Gi\u00e0 questa prima sensazione ha tanto da istruire lo stile della comunit\u00e0 che in questa grande casa si riconosce convocata. Come possiamo raccontare che \u201cc\u2019\u00e8 posto per tutti\u201d? Cosa pu\u00f2 aiutare a vincere in noi la paura dell\u2019esclusione? Come allenarci ad uno stile che non esclude ma che prepara accoglienza per chi decide di affacciarsi? Come accompagnare chi vorrebbe provare a sedersi non da \u201cosservatore esterno\u201d ma da \u201cinvitato\u201d alla \u201ccena dell\u2019Agnello\u201d?<\/em><\/p>\n<p><strong>&nbsp;<\/strong><strong>\u201cc\u2019\u00e8 qualcuno che ti viene incontro a braccia aperte\u201d <\/strong><\/p>\n<p>Non \u00e8 possibile non notarlo! Una grande figura, a grandi passi, rossa del colore della passione, sfonda la parete dietro l\u2019altare e ti corre incontro. Le sue braccia sono quelle dell\u2019innamorato che aspetta di stringere a s\u00e9 l\u2019amata. \u00c8 lo Sposo atteso dall&#8217;umanit\u00e0 che, rivestita del bianco dell\u2019abito nuziale, lo sta contemplando a sua volta a braccia aperte. Aperte come quando prega. Aperte perch\u00e9 decisa a lasciarsi abbracciare. Aperte come quando riesce a vincere la tentazione di temerlo, come sta capitando alla figura che resta rannicchiata nell&#8217;ombra.<\/p>\n<p>\u201cColui che viene\u201d \u00e8 l&#8217;Uomo dalle mani segnate dai chiodi dalla Croce che ha aperto questo meraviglioso cielo blu attraversato dall&#8217;arcobaleno, segno prezioso dell\u2019alleanza promessa. \u201cColui che viene\u201d \u00e8 accompagnato dal suono squillante della tromba suonata da una angelo dai capelli d\u2019oro che annuncia la festa dell\u2019avverarsi del sogno di Dio. Sogno inaugurato nel giardino della creazione. Giardino che finalmente fiorisce in tutta la sua bellezza ospitando la Pasqua di questo abbraccio capace di abbattere anche quel muro di cemento armato che \u00e8 la morte.<\/p>\n<p>Non capita spesso nelle chiese di trovare un\u2019immagine cos\u00ec forte. Siamo pi\u00f9 abituati a veder rappresentata la gloria di un santo o uno dei momenti della storia di Maria. Qui invece un\u2019immagine ci invita a riconoscere che chi \u00e8 rappresentato sono proprio io con la mia umanit\u00e0. Se ci pensi gli occhi vedono ci\u00f2 che capita quando celebriamo la messa: mentre facciamo memoria della sua morte e risurrezione, il Signore vuole aprire le nostre storie alla \u201cattesa della sua venuta\u201d. \u00c8 di questo futuro che \u00e8 diventato povero il nostro mondo. \u00c8 quel futuro che accolto, ci autorizza a vivere in modo diverso tutto ci\u00f2 che ci sta capitando. \u00c8 quel futuro che sa offrire al nostro oggi la sua giusta misura. \u00c8 quel futuro che non ha nulla a che fare con il fato, il karma o la fortuna perch\u00e9 si realizza in un incontro, in un abbraccio.<\/p>\n<p><em>Sarebbe bello in quest\u2019anno confrontarci su cosa significhi diventare comunit\u00e0 capace di alzare lo sguardo oltre l\u2019orizzonte ristretto dei nostri bisogni e delle nostre piccole certezze. Diventare comunit\u00e0 capace di raccontare, mentre camminiamo in compagnia con tutti gli uomini che ci \u00e8 dato di incontrare, proprio del cuore dello Sposo e, cos\u00ec facendo, scoprire che i nostri piedi diventeranno \u201crossi\u201d come i suoi perch\u00e9 provano a battere i sentieri che lui ha percorso cercando i fratelli. Diventare comunit\u00e0 capace di scommettere concretamente e non solo a parole, sul futuro dei nostri figli, del nostro oratorio, del nostro paese proprio perch\u00e9 continua a celebrare gi\u00e0 ora, anche quando resta un piccolo gruppo, con lo stile di una festa che \u00e8 per tutti. <\/em><\/p>\n<p><strong>In conclusione allora \u2026 tanti auguri!!! <\/strong><\/p>\n<p>Probabilmente sarebbero tante altre le parole che la nostra chiesa potrebbe consegnarci. Ci auguriamo allora di provare in quest\u2019anno a diventare ascoltatori pi\u00f9 attenti di quelle voci che normalmente rischiamo di ignorare perch\u00e9 le diamo per scontate o perch\u00e9 il rumore di fondo della nostra vita le copre sempre. Un ascolto del genere render\u00e0 pi\u00f9 facile e pi\u00f9 ricco anche il dialogo tra noi.<\/p>\n<p>Buon cammino!<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Azzano San Paolo, 15 settembre 2019<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>l\u2019occasione di un anniversario per riprendere il cammino della comunit\u00e0 parrocchiale &#8211; anno 2019\/2020 &#8211; &nbsp; Se guardi il calendario delle attivit\u00e0 di una parrocchia la sensazione \u00e8 che si <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.parrocchia-azzanosanpaolo.it\/?p=6943\">Leggi tutto \u2192<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":6942,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.parrocchia-azzanosanpaolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6943"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.parrocchia-azzanosanpaolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.parrocchia-azzanosanpaolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.parrocchia-azzanosanpaolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.parrocchia-azzanosanpaolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6943"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.parrocchia-azzanosanpaolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6943\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6947,"href":"https:\/\/www.parrocchia-azzanosanpaolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6943\/revisions\/6947"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.parrocchia-azzanosanpaolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6942"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.parrocchia-azzanosanpaolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6943"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.parrocchia-azzanosanpaolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6943"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.parrocchia-azzanosanpaolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6943"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}