{"id":4557,"date":"2017-08-24T09:31:55","date_gmt":"2017-08-24T07:31:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parrocchia-azzanosanpaolo.it\/?p=4557"},"modified":"2017-10-02T20:00:02","modified_gmt":"2017-10-02T18:00:02","slug":"sermig","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.parrocchia-azzanosanpaolo.it\/?p=4557","title":{"rendered":"SERMIG"},"content":{"rendered":"<p>7 Agosto 2017, 7:30.<\/p>\n<p>La sveglia suona incessantemente sul comodino ma non voglio saperne, la spengo e giro la testa dall\u2019altra parte! Con la solita puntualit\u00e0 \u00e8 la mamma a riportarmi nel mondo reale e ad esortarmi a fare in fretta. Ancora mezzo addormentato inciampo in un borsone ai piedi del letto, ora mi ricordo: mi sono svegliato cos\u00ec presto perch\u00e9 devo partire per andare al Sermig a Torino.<\/p>\n<p>Come sempre sono il solito ritardatario e ad aspettarmi ci sono gi\u00e0 tutti i miei compagni di avventure: in totale siamo 12 ragazzi e don Andrea. Carichiamo le valigie e, dopo gli ultimi saluti ai genitori, si parte.\u00a0 Durante il viaggio, tra le solite cantatine, risate e pisolini, la mia testa si riempie di pensieri su quello che sar\u00e0 questo campo: fede, studio, futuro, amicizie, etica, divertimento . . . chi lo sa!<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Finalmente arriviamo al Sermig e subito veniamo accolti calorosamente da Maria Claudia, la ragazza che ci seguir\u00e0 durante tutto il campo e che ci far\u00e0 da tutor. Senza perdere un momento, dopo una breve presentazione e il tempo per riempire lo stomaco, facciamo un essenziale ma significativo \u201ctour\u201d dell\u2019interno dell\u2019arsenale e del quartiere in cui \u00e8 collocato. Immediatamente mi rendo conto che la realt\u00e0 di quest\u2019ultimo non \u00e8 la solita a cui siamo abituati: in questo quartiere, appena fuori dal centro citt\u00e0, emarginazione, intolleranza, povert\u00e0 non sono solo parole, ma situazioni ben visibili.<\/p>\n<p>Ci viene raccontato che un tempo il Sermig, Servizio Missionario Giovani, era un Arsenale di guerra, una fabbrica di armi. Dal 1983 il lavoro gratuito di migliaia di persone lo ha trasformato nell\u2019Arsenale della Pace, una casa aperta 24 ore su 24 che accoglie persone in difficolt\u00e0 che bussano alla porta. Fin da subito si intuisce che la voglia di fare e il volontariato possono davvero fare qualcosa di concreto per le persone.<\/p>\n<p>Durante la nostra permanenza, ogni momento \u00e8 scandito da un ritmo quasi militare. Nella mattinata le attivit\u00e0 a cui siamo invitati a partecipare sono la preghiera, per iniziare con il piede giusto la giornata, le attivit\u00e0 manuali come la preparazione del pranzo, lo smistamento dei vestiti donati all\u2019Arsenale, la scuola di italiano, il lavoro della terra, il gioco con i bambini, le pulizie e tanto altro ancora\u2026 Ogni giorno ciascuno sceglieva a quale partecipare con lo scopo di lavorare per dare una mano alla comunit\u00e0 dell\u2019Arsenale nei pi\u00f9 svariati modi.<\/p>\n<p>La cosa che pi\u00f9 mi ha colpito di queste attivit\u00e0 \u00e8 stato il ritrovarsi a lavorare con persone conosciute al momento e nonostante questo riuscire magicamente a fare gruppo e a trovare la giusta intesa per portare a termine in modo rapido ed efficace il compito assegnato. Ognuno svolgeva la sua semplice mansione al meglio e apportava il suo prezioso contributo, per realizzare insieme qualcosa di pi\u00f9 grande.<\/p>\n<p>La vera rivelazione \u00e8 stato il laboratorio di riflessione che si svolgeva nel pomeriggio: un palloncino messo su una sedia, delle domande semplici e chiare, delle testimonianze mi hanno portato a riflettere su svariati temi, molti dei quali normalmente non vengono affrontati o esaminati solo superficialmente ed in malo modo. Ognuno era chiamato a fare delle scelte, a esprimere la propria opinione e poi argomentarla di fronte ad altri ragazzi. Quelle semplici domande, pronunciate a volte anche a bassa voce, erano cos\u00ec forti da spingerti spalle al muro, non ci si poteva nascondere e nemmeno mettere delle maschere: ognuno timidamente o risolutamente faceva trasparire il proprio essere attraverso le proprie parole.<\/p>\n<p>Le serate erano anche quelle pensate per essere provocatorie e dare da riflettere. La cosa che mi ha stupito molto \u00e8 come due punti di vista colgano un gesto in due modi completamente opposti. Un esempio eclatante \u00e8 stata la \u201cCena dei popoli\u201d, dove \u00e8 stata rappresentata la situazione odierna per quanto riguarda la distribuzione mondiale del cibo e della ricchezza. Tutti ci giustifichiamo quando sprechiamo cibo o acqua dicendo che tutto quello che abbiamo scartato non \u00e8 recuperabile, \u00e8 di troppo, non necessario e non utile a nessuno&#8230; Eppure quando ci siamo trovati a cenare con un misero cucchiaino di riso la prospettiva \u00e8 cambiata: siamo rimasti letteralmente schifati da coloro che hanno gettato chili e chili di riso \u201cavanzato\u201d nella spazzatura e molti di noi, spinti dalla fame, sono andati a recuperare dal cestino tutto quel ben di Dio per chiudere la voragine allo stomaco causata da qualche ora di digiuno. Sullo stile di questa serata erano organizzate anche le successive: abbiamo trattato temi scottanti, spesso dimenticati e approfondito la conoscenza del Sermig, dei suoi volontari, dei progetti e delle attivit\u00e0.<\/p>\n<p>Ripensando a tutte le attivit\u00e0 che abbiamo fatto, abbiamo visto molti ragazzi, giovani con tanta voglia di fare, di mettersi in gioco, con un entusiasmo contagioso per provare a cambiare anche solo qualcosa, o a lavorare in primis un po\u2019 su s\u00e9 stessi. Ragazzi che avvicinano a te quel sogno su cui \u00e8 nato il Sermig, perch\u00e9 quando mi hanno detto la prima volta \u201cIl Sermig \u00e8 nato con l\u2019obiettivo di eliminare la fame nel mondo\u201d ho pensato subito che il loro fosse un sogno irrealizzabile. Eppure posso assicurarvi che in questi giorni lo abbiamo toccato con mano. Vedendo quello che tanti ragazzi fanno, e soprattutto hanno fatto, ci si rende conto che quel sogno si pu\u00f2 realizzare e quindi provi a metterci un po\u2019 del tuo: un gesto, un segno, un sorriso, un po\u2019 di tempo, di voglia&#8230; Sicuramente una persona da sola non pu\u00f2 cambiare il mondo ma pu\u00f2 coinvolgere conoscenti, amici, amici di amici. E da una goccia si pu\u00f2 creare il mare, si pu\u00f2 scolpire una roccia: basta crederci e volerlo per davvero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>7 Agosto 2017, 7:30. La sveglia suona incessantemente sul comodino ma non voglio saperne, la spengo e giro la testa dall\u2019altra parte! 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